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Cara Agatha ti scrivo...

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  Cara Agatha, Ti scrivo una lettera che forse sarà uguale a mille altre lettere perchè in fondo non sono cambiato nemmeno di una virgola. Una di quelle lettere dove forse sono senza maschera o, forse ho la maschera del “figliuol prodigo”, chi lo sa, il fatto è che nemmeno io so più chi sono o forse, non lo ho saputo mai. L’unica cosa che sò, cara Agatha è che “nonostante io faccia schifo”, come mi hanno detto stamane, tu ci sei stata sempre ! Chi sei Agatha ? Una persona canonizzata e vissuta quasi 1800 anni fa ? Una figura della mia mente ? Un amica immaginaria ? Chi sei ? Chiunque tu sia, nel corso della mia vita mi hai sempre accompagnato, nonostante io faccia schifo, appunto. E faccio schifo davvero sai ? Perché nella mia vita penso di aver concluso poco, perché ho sprecato un potenziale alto, perché ho sperperato i miei talenti, quasi tutti. Quasi… quasi perché non sono ancora morto, perché ancora posso fare, dire, cambiare, posso tornare tra le braccia del padre, rifiorire, ...

Il viaggio straordinario che ci ha condotti qui

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  Oggi è un giorno speciale, un giorno che celebra non solo una festa, ma anche un viaggio incredibile - quello che ci ha condotti fino a questa pagina. Questa ricorrenza, cari lettori, ha un legame profondo e sorprendente con il motivo per cui vi trovate su questa pagina. Permettetemi di svelarvi questo intreccio attraverso una storia che inizia non nel regno digitale moderno, ma nei primordi di un'era quando i social non erano ancora il linguaggio dominante del nostro tempo. Era l'epoca dei blog, dei diari virtuali dove ogni parola era un ponte tra anime alla ricerca di spiritualità e cristianità. 'Sudditi di Cristo' era il nome che diedi al mio primo blog, un omaggio alla ricorrenza di oggi, che ancora riverisco profondamente. Ecco come iniziò tutto, in un tempo dove la monarchia di Gesù Cristo e della sua Madre era il faro che guidava ogni mia parola. Il primo nome di questo blog era “Sudditi di Cristo”, proprio in onore alla suddetta ricorrenza di cui mi sento molt...

Solo con te, Agatha mia.

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  Non ho che te, Agatha mia, guarda l'anima mia, quanto triste essa sia! Ho sbagliato, è vero, in tante maniere, rifiutato l'amore, e ho vissuto con le ombre nere. Ma ho solo te, Agatha cara, nella vita di bugie, la sola stella chiara.   Ho solo te quando sento il respiro sul collo, nelle emozioni tristi, barcollo ma non mollo. Ho solo te nel silenzio, quando piango in solitudine, e nelle emozioni, quando canto l'amore nella beatitudine.   Per la pace nel cuore, cosa dovrei fare? Per mostrare al mondo il mio amore, come dovrei osare? Per essere ciò che dovrei, quale via dovrei prendere? Per far sì che gli altri gioiscano dei miei gesti, come dovrei sorprendere?   Un padre stanco, che non è un santo, sente "Non sei abbastanza", un pensiero tanto. "Hai distrutto tutto", parole di disperanza, "Sei accecato dal passato", la dura sentenza.   Ho solo te, dolce Agatha, mia sorella, quando guardo la tua ste...

Essere un punto di riferimento per coloro che amiamo

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 "Mia figlia sta ancora a casa della sua amica per studiare e io sto aspettando fuori. Mentre sono qui, mi tornano in mente i ricordi di quando mio Padre mi aspettava al ritorno dai miei giri in motorino. Non c'era Whatsapp eppure, ogni volta che tornavo a casa, lo trovavo seduto sulla sedia, al tavolo della sala da pranzo, con uno sguardo che esprimeva una fiducia infinita. Era una fiducia guadagnata e rispettata, quella che mi faceva tornare a casa sempre entro l'orario prestabilito, anche se a volte mi sarebbe piaciuto fermarmi ancora un po'.   Adesso che sono io a fare il genitore, cerco di essere come mio Padre, cercando di offrire alla mia figlia quella stessa fiducia che mio Padre aveva in me. E lo stesso fa Dio, che ci aspetta sempre con la stessa fiducia, sapendo che, per quanto possiamo sbagliare, la nostra libertà di scelta è un dono prezioso che va rispettato e valorizzato.   Dio è come un porto sicuro, sempre disponibile e presente, anche se a volt...

La dignità delle donne nella testimonianza della resurrezione di Gesù

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Quando è la Festa della Donna per un cristiano?  È il giorno dopo Pasqua!   Si lo so, probabilmente vi siete stupite della mia affermazione ma attendete soltanto un attimo, vi giuro che ve la sto per spiegare.  Cosa si ricorda il giorno dopo Pasqua?  Si ricorda che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salomè andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli oli aromatici per imbalsamarne il corpo. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l'accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando videro un giovane vestito di bianco che disse loro: "Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto." (Mc 16,1-7). E aggiunse: "Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli", ed esse si precipitarono a raccontare l'accaduto agli altri.  Le donne, in particolare Maria Maddalena, ...

Cristianesimo e intelligenza artificiale: una sfida e un'opportunità

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  L'intelligenza artificiale (I.A.) è una delle tecnologie più avanzate e impattanti del nostro tempo, capace di trasformare la società, l'economia, la cultura e la vita umana. Ma quali sono i rischi e le opportunità che l'I.A. comporta dal punto di vista etico e spirituale? Qual è il ruolo della Chiesa cattolica in questo scenario? Come si può promuovere un uso dell'AI che sia al servizio del bene comune e della dignità umana?     L'Intelligenza Artificiale nella Bibbia     A differenza di altre tradizioni religiose, nella Bibbia non vi è alcun accenno a intelligenze artificiali, manufatti pensanti o robot. La tecnologia è presente, ma come strumento di salvezza e di liberazione. Ad esempio, la porta cosparsa del sangue dell'agnello nella Pasqua ebraica o la croce di Cristo nella Pasqua cristiana . La Bibbia non teme la tecnologia, ma ne sottolinea il limite: essa non può sostituire l'essere umano né il suo Creatore. L'unico artefice della vita è Dio, c...

In qualche modo andrà bene

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  Sto studiando il Giapponese ultimamente, loro hanno una parola che usano quando accade una cosa su cui non si ci può far nulla: Nankurunaisa (なんくるないさ) Cade il gelato a terra ? Nankurunaisa Hai un incidente? Nankurunaisa Accade qualcosa su cui non hai potere? Nankurunaisa Vi starete chiedendo cosa significa, forse pensate sia un imprecazione e invece no, la frase significa "In qualche modo andrà bene" È quindi un inno a ricominciare, lottare, affrontare questa situazione negativa: In qualche modo andrà bene. È difficilissimo pensarlo magari davanti una malattia, o una situazione pesante eppure cercano di convincersene. E non sono tanto lontani dal Cristianesimo di San Paolo che diceva che "Tutto concorre al bene". Tutto sommato anche noi abbiamo un esempio nostrano, Franco Battiato che diceva che "Tutto l'universo obbedisce all'amore" I Giapponesi da questa affermazione hanno coniato anche un detto: "ikite’ru dake de nankuru nai sa" Che ...