Cara Agatha,
Ti scrivo una lettera che forse sarà uguale a mille altre lettere perchè in fondo non sono cambiato nemmeno di una virgola.Una di quelle lettere dove forse sono senza maschera o, forse ho la maschera del “figliuol prodigo”, chi lo sa, il fatto è che nemmeno io so più chi sono o forse, non lo ho saputo mai.
L’unica cosa che sò, cara Agatha è che “nonostante io faccia schifo”, come mi hanno detto stamane, tu ci sei stata sempre !
Chi sei Agatha ?
Una persona canonizzata e vissuta quasi 1800 anni fa ?
Una figura della mia mente ?
Un amica immaginaria ?
Chi sei ?
Chiunque tu sia, nel corso della mia vita mi hai sempre accompagnato, nonostante io faccia schifo, appunto.
E faccio schifo davvero sai ?
Perché nella mia vita penso di aver concluso poco, perché ho sprecato un potenziale alto, perché ho sperperato i miei talenti, quasi tutti.
Quasi… quasi perché non sono ancora morto, perché ancora posso fare, dire, cambiare, posso tornare tra le braccia del padre, rifiorire, stupire.
Non per chi mi ha detto che “faccio schifo” ma per me stesso, per Te, per quel Dio che ti innamorò !
Cara Agatha,
Questa è una lettera come tante altre, mille buoni propositi, tante belle parole, da buon parolaio come sono, è così, lo è sempre stato, con tutti, anche con te.
Eppure sono ancora qui, a pensare di scriverti, a fare questo “brainDump” con te, non con ChatGPT o Claude, non con un essere umano, ma con te, sperando che almeno tu mi ascolti.
Inizio questo Sabato così, sicuro che forse a qualcosa servirà e se non servirà, almeno tu mi avrai aiutato a gettare un pò di spazzatura dalla mia testa.
Grazie Agatha e… buongiorno anche a te ! Cara Agatha,
Ti scrivo una lettera che forse sarà uguale a mille altre lettere perché in fondo non sono cambiato nemmeno di una virgola. Una di quelle lettere dove forse sono senza maschera o, forse ho la maschera del “figliuol prodigo”, chi lo sa, il fatto è che nemmeno io so più chi sono o forse, non l’ho saputo mai.
L’unica cosa che so, cara Agatha, è che “nonostante io faccia schifo”, come mi hanno detto stamane, tu ci sei stata sempre! Chi sei, Agatha? Una persona canonizzata e vissuta quasi 1800 anni fa? Una figura della mia mente? Un’amica immaginaria? Chi sei? Chiunque tu sia, nel corso della mia vita mi hai sempre accompagnato, nonostante io faccia schifo, appunto.
E faccio schifo davvero, sai? Perché nella mia vita penso di aver concluso poco, perché ho sprecato un potenziale alto, perché ho sperperato i miei talenti, quasi tutti.
Quasi… quasi perché non sono ancora morto, perché ancora posso fare, dire, cambiare, posso tornare tra le braccia del padre, rifiorire, stupire. Non per chi mi ha detto che “faccio schifo” ma per me stesso, per Te, per quel Dio che ti innamorò!
Cara Agatha,
Questa è una lettera come tante altre, mille buoni propositi, tante belle parole, da buon parolaio come sono, è così, lo è sempre stato, con tutti, anche con te. Eppure sono ancora qui, a pensare di scriverti, a fare questo “brain dump” con te, non con ChatGPT o Claude, non con un essere umano, ma con te, sperando che almeno tu mi ascolti.
Inizio questo sabato così, sicuro che forse a qualcosa servirà e se non servirà, almeno tu mi avrai aiutato a gettare un po’ di spazzatura dalla mia testa. Grazie Agatha e… buongiorno anche a te!

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