I chiodi nella croce
Da piccolo avevo un segreto. Il mercoledì delle Ceneri prendevo un foglio, disegnavo una croce con Gesù — bruttissima, figurarsi, già oggi disegno da cani — e ogni volta che facevo una monelleria aggiungevo un chiodo con la matita. Ogni volta che facevo qualcosa di buono, ne cancellavo uno. L'obiettivo era farlo scendere dalla croce prima di Pasqua. Nessuno me lo aveva insegnato. Era mio e basta. A volte quel Gesù sembrava un riccio di tanti chiodi che aveva. Altre volte scendeva dalla croce in anticipo e io mi sentivo il bambino più contento del mondo. Da grande ho perso quella abitudine. Ho perso il gusto del fioretto, la voglia di togliere chiodi. O almeno così pensavo. Qualche anno fa una persona importante per me si impegnò a non fumare per tutta la Quaresima. Mi fece tornare quella voglia antica. Io non fumavo, ma promisi qualcosa che mi pesava davvero: rinunciare alla tecnologia. Alla fine lo feci solo per i venerdì, vigliaccamente. Ma fu bello lo stesso. Ritrovai il gusto...