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Visualizzazione dei post da luglio 16, 2015

Sant'Agata e la tavoletta dell'angelo, è davvero esistita ? cosa c'è scritto ?

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Particolare del busto reliquiario di Sant'Agata Da sempre attribuito a sant'Agata, quasi a diventare il suo secondo nome è l'acronimo MSSHDPEL , che starebbe a significare " mentem sanctam spontaneam, honorem Deo et patriae liberationem " (cioè Mente Santa, spontanea, onore a DIO e patria liberata). Secondo gli atti del martirio questa scritta (o il suo acronimo) è incisa in una tavoletta marmorea che fu posta sul capo della santa al momento della sepoltura da dei giovanetti che ne prima ne dopo furono mai visti a Catania. La scritta quindi è un elogio alla santità di Agata proveniente direttamente dal cielo. Possiamo credere in questo racconto ?  Prima di gridare al "miracolo" diamo una definizione di cosa esso significhi: "Miracolo" è l' evento soprannaturale da “mirare” , da guardare con stupore e meraviglia come fenomeno “insolito” . "Prodigio" è la capacità di “portare avanti” un’ opera , di “guarire una mala...

Il VERO significato del SACCO di SANT'AGATA

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E' convinzione comune credere che il sacco di sant'Agata si debba indossare per "grazia ricevuta", per "tradizione familiare" o per devozione (inteso come l'ingresso in un fan club). In realtà il Sacco fu inizialmente concepito dal vescovo Maurizio nel 1126, al ritorno delle reliquie a Catania come segno penitenziale, ispirandosi all'episodio di Ninive nella Bibbia. Il sacco quindi, non si indossa per "grazia ricevuta", per "tradizione familiare" ma va indossato come segno di conversione e penitenza. Chi indossa il sacco sta dicendo alla Santa che ha intenzione di cambiare vita, di vivere seguendo la dottrina di Cristo prendendo lei come modello. Anche la processione delle reliquie (la nostra festa) è una processione penitenziale, dovrebbe essere una processione piena di preghiera, in cui si meditano le proprie mancanze e se ne chiede perdono e in cui si chiede la Benedizione di Agata nelle nostre vite e in quelle dei nostri...

Il Martirio di S. Agata di Catania: La via dolorosa di una martire del III secolo

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Diffusa est gratia in labiis tuis/ Propterea benedixi te Deus in aeternum. Quando si parla di Sant'Agata (dal greco agathé , "buona", “gentile”), martire di Catania nel III secolo, viene subito in mente la vista dei suoi seni torturati e amputati, offerti su un vassoio in sacrificio per la fede. Essi sono anche il simbolo del suo patronato di malattie del seno e delle donne in generale. Tuttavia, molti altri cristiane di illustre memoria (Barbara, Cristina, Engrazia, Eulalia...) e in generale molte donne torturate nel corso della storia hanno subito questo tipo di tortura. Il fatto che sant'Agata spicca tra loro come riferimento per questa condizione è data dalla cultura popolare e il culto enorme che lei ha sempre ricevuto. Conosciamo la storia della nostra Santa, ed i dettagli della sua intensa sofferenza, attraverso una passio , risalenti al V secolo, di cui ci sono una scrittura latina e due greche. Anche se hanno trovato qui alcuni cenni storici e notizie ...