Per il potere di Agatha... io ho il potere
Dovete sapere che, quando ero bambino, facevo diventare il pavimento della sala da pranzo Via Etnea, con buona pace di mia madre. Avevo otto, nove anni. Il modellismo era roba da grandi. Io mi arrangiavo con i LEGO. Con i mattoncini costruivo la vara, era grezza, colorata, storta, ma abbastanza grande da contenere un piccolo busto reliquiario di plastica che normalmente tenevo sul comodino. Me l’aveva regalato mia zia. Ricordo ancora il prezzo: 5.000 lire. L’amavo follemente. I cordoni? Lego dritti. I devoti? I miei pupazzi, avvolti di bianco con il cerotto in TNT preso in prestito dall’armadietto dei medicinali di mia mamma. I ruoli dei pupazzi cambiavano sempre. Solo uno era fisso: il capomastro. E lui era He-Man. Ci tenevo, da piccolo He-Man era il mio mito. PerchĆ© lui non era un supereroe qualunque. Era pavido, vulnerabile, umano. Era il principe Adam, figlio del re, un po’ come noi, figli di Dio, che quando impugnava la spada di Greyskull si trasformava. Pronunciava qu...