Sant'Agata e la medaglietta miracolosa

Oggi vorrei raccontarvi la storia di questa medaglietta raffigurante "Sant'Agata al Carcere" che io chiamo affettuosamente "reliquia", è un racconto che solo amici più stretti conoscono e lo ripeto quando voglio far comprendere quanto sia stata speciale per me questa santa. E' una medaglietta normalissima, acquistata pochi centesimi alle "Paoline" di Catania penso almeno 15 anni fa ma per me è particolarissima. Dovete sapere che una sera di dieci anni fa mi trovavo a essere molto arrabbiato con "Sant'Aituzza" una caratteristica abbastanza frequente del nostro rapporto, dato che è molto confidenziale ci litigo spesso, salvo poi ritornare alle sue amorevoli braccia perché in fondo anche io so bene che senza di lei non sono niente. Dicevo che ero arrabbiato con lei e volevo togliermi questa medaglietta dal collo acquistata poco tempo prima, proprio perché non ne volevo sentire più parlare, in contemporanea un amico di Palermo mi diceva di non farlo. Volevo aprire il crocco di fil di ferro (che normalmente si allarga con le dita) ma non riuscivo e per aiutarmi presi un taglia carte a forma di pugnale di ferro. Il crocco non si spostò di un millimetro in compenso il taglia carte si piegò (mi dispiace non potervi postare la foto). Il mio amico, si faceva delle grasse risate facendomi notare che Agatha non aveva nessuna intenzione di staccarsi da me. Ma io ero cocciuto, in Sicilia diremmo Testa di... ma qui siamo in una pagina religiosa quindi il resto ve lo lascio immaginare, comunque sia alla fine riuscì a far rompere (non allargare) il crocco e tolsi la medaglietta lasciandola sulla scrivania e li la lasciai. Dovevamo partire l'indomani per casa della zia della mia precedente compagna a Mistretta ma la cosa brutta è che proprio prima di partire senza quella medaglietta mi sentivo nudo, non potevo portarla, era rotta e mi ripromisi di ricomprarla non appena sarei tornato a Catania, lasciai la medaglietta li, sulla scrivania. Siamo partiti e abbiamo passato dei giorni sereni, una sera si parlò di religione e ci trovammo a litigare per difendere la fede e anche la stessa sant'Agata, una lite abbastanza forte che alla fine finì con un Rosario di tutti i presenti. Finita la serata (e il Santo Rosario inaspettato) salimmo ognuno nelle nostre camere, vado per sdraiarmi e trovo sopra il letto (ben fatto) appoggiata la medaglietta di sant'Agata che avevo lasciato a casa, ed era proprio lei, quella col crocco rotto. Inutile dirvi che non l'aveva messa li nessuno e che a casa non c'era più. Agatha mi aveva seguito. Da allora non mi separai mai da quella medaglietta (quando si rompevano ne compravo sempre simili) e tutt'ora ne porto una simile al collo ma di oro che mi fecero fare apposta i miei figli. Ho sperimentato la sorellanza di questa grande santa, la sua cocciutagine e la sua meravigliosa presenza nella mia vita. Ho sperimentato (non solo quella volta) tutto ciò che per me è Agatha. Una donna vera, una donna VIVA, una guida e maestra con cui parlo, rido, piango e a volte litigo ma senza cui non riuscirei veramente a fare a meno, nemmeno per un secondo. Grazie Agatha per la tua viva presenza nella mia vita. Grazie Padre per il dono di Agatha.

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