Grazie Patrizia, sei stata maestra nel dolore.

 Ci avete fatto caso ?

il cielo sopra Catania di che aveva il sole si è fatto più cupo, quasi volesse stringersi attorno al dolore di una madre che ha dovuto compiere il gesto più difficile: lasciare la mano del proprio bambino per consegnarla a Dio.
Patrizia, ci hai travolti con una forza che non appartiene alla terra. In un tempo dove tutto è urlo, accusa e ricerca del colpevole, tu hai scelto la via della compostezza. Hai scelto di restare Mamma, e basta. Ti abbiamo guardata restare lì, accanto a Domenico, trasformando un dramma atroce in una cattedrale di dignità.
"Mi hanno spiegato. Ho capito. Potete lasciarlo andare."
In queste tue parole, pronunciate mentre il tuo cuore andava in frantumi, c'è tutta la santità del quotidiano. C'è quel "Sì" che Agata pronunciò nel buio della sua cella, quella resa che non è sconfitta, ma piena fiducia in un Amore più grande. Hai riempito di luce l'istante più buio, insegnandoci che l'amore vero non trattiene, ma accompagna fino alla soglia dell'Eterno.
Il nostro pensiero va anche a quel piccolo angelo che ha donato il suo cuore, sperando in un miracolo che oggi ha preso una forma diversa, e alla sua famiglia: un gesto di generosità immensa che resta inciso nel libro della Vita.
Grazie Patrizia, Grazie Domenico, Grazie a tutti voi.
Scusateci, mentre noi continuiamo a parlare di simulazioni nel calcio, di vicende di Gossip e dell'imminente festival di Sanremo si è consumata una tragedia di malasanità, quella sanità ignorata sempre da tutti i veri dibattiti più importanti e contemporaneamente la dignità di una madre, gigantessa che nel dolore ha dato la lezione più grande di sempre, la compostezza.
Non ci resta altro che pregare adesso e non ripetere più gli stessi errori, anche fosse semplicemente quello della distrazione.
Preghiera
O Signore, accogli tra le Tue braccia il piccolo Domenico e l'anima generosa che gli aveva fatto dono del cuore. Agata, tu che conosci il pianto di una madre e il peso del sacrificio, stringi a te Patrizia. Sussurrale che nessuna mano viene mai lasciata davvero.
Grazie, Patrizia, per averci mostrato che si può morire nel dolore e restare, incredibilmente, vivi nell'Amore.
Domenico adesso corre nei prati del cielo, dove l'aria profuma di primavera eterna e non esiste più stanchezza...

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