Post

Il Papa avverte il mondo: Dio sta minacciando il giudizio

dal sito : Chiesa domestica Non era mai accaduto. Nel nostro tempo abbiamo ascoltato pressanti e gravi appelli alla conversione soltanto da bambini e donne per lo più analfabeti, che hanno sostenuto di avere parlato con la Vergine in persona. Ma oggi ĆØ il Papa che avverte il mondo: Dio sta minacciando il giudizio all'uomo che vuole farsi padrone assoluto della creazione e che rigetta le leggi di Dio dalla societĆ  - dice Benedetto XVI - "E facciamo bene a considerare questo monito in tutta la sua serietĆ .", aggiunge. "Vogliamo possedere il mondo e la nostra stessa vita in modo illimitato. Dio ci ĆØ d’intralcio. O si fa di Lui una semplice frase devota o Egli viene negato del tutto, bandito dalla vita pubblica. Ma la minaccia di giudizio riguarda anche noi, la Chiesa in Europa, l’Europa e l’Occidente in generale. Con questo Vangelo il Signore grida anche nelle nostre orecchie le parole che nell’Apocalisse rivolse alla Chiesa di Efeso: "Se non ti ravvederai, verrò...

Se Gesù non torna sulla terra - La scienza delle cose ultime cose - Udienza Generale di Papa Benedetto XVI

dal sito chiesa Domestica Benedetto XVI esce dal protocollo e parla, a braccio, della fine del mondo. Poi, improvviso e intenso, inizia una preghiera: “Torna, Signore Gesù!...”. Il Papa invoca il ritorno di Cristo sulla terra per restituire la potenza della luce all'uomo in lotta contro le tenebre del mondo e per rigenerare il creato sfigurato dall'abuso. Ecco la catechesi sulla resurrezione di Cristo e sull'avvento dell'anticristo, pronunciata a braccio da un Papa ispirato, davanti alle migliaia di persone in Piazza San Pietro per l'udienza generale – di Simonetta Castellano E' messo subito in chiaro il punto di partenza, nel discorso di Benedetto XVI: il fatto che Cristo sia risorto dalla morte ha aperto il nostro cuore all'attesa del suo ritorno e all'attesa della rigenerazione in Lui della vita dell'intero universo. E quest'attesa fissa la nostra attenzione sul cammino, che ci attende per poter partecipare a quel momento: “Cari fratelli e so...

Chiesi a DIO

Chiesi a Dio... di essere forte per eseguire progetti grandiosi: Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltƠ. Domandai a Dio che mi desse la salute per realizzare grandi imprese: egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio. Gli domandai la ricchezza per possedere tutto: mi ha fatto povero per non essere egoista. Gli domandai il potere perchƩ gli uomini avessero bisogno di me: egli mi ha dato l'umiliazione perchƩ io avessi bisogno di loro. Domandai a Dio tutto per godere la vita: mi ha lasciato la vita perchƩ potessi apprezzare tutto. Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo, ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volontƠ. Le preghiere che non feci furono esaudite. Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini nessuno possiede quello che ho io! Kirk Kilgour Preghiera scritta da famoso campione olimpionico nella pallacanestro rimasto paralizzato nel '76 a seguito di un incidente durante un allenamento. La preghiera ...

il Signore,anche della morte e anche nella morte

Immagine
Chi è quest'uomo raffigurato nell'immagine ?, la fede da interi secoli, risponde a questa domanda con un nome : Gesù di Nazareth . E questo lenzuolo funebre, sia l'ultimo manto umano ad averlo avvolto, nel supremo gesto del suo amore per noi, la morte. La scienza è favorevole e concorde nel dire che non si tratta di un dipinto, è stato infatti ampiamente dimostrato che non lo è (sebbene ancora qualche opinione discorde esiste) e anche la datazione e la provenienza, è stata ampiamente dimostrata sia dalla Giudea al tempo di Gesù. "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto" (Gv 19,37 ) è questa la frase che viene in mente guardando il numero di studi che si fa su questo incredibile reperto, San Giovanni, pone questa frase, subito dopo il colpo di lancia, ove uscì il Sangue e l'acqua, che per noi sono fonte di Misericordia, ma fa molto pensare come quest'uomo impresso nel sudario, impegni ancora la mente di così tanta gente, credenti e scettici, nel ...

AL mio Angelo custode...

Immagine
Angelo di Dio , mio fedele custode , che accompagni ogni attimo del mio cammino , tieni saldo il mio cuore nelle tue mani, Tu angelo mio ,che scorgi la bellezza del volto di DIO, fammi riflettere della tua presenza , mi affido a TE , rendimi attenta alle tue ispirazioni , non stancarti ti prego di prendermi per mano e guidarmi , trascinami se vuoi , ma non lasciarmi . Quando la strada non riesco più a vederla , quando la mia mente si ribella , perdonami se rendo vani tutti i tuoi sforzi , a volte il buio sembra mi voglia soffocare , grazie amico mio perchè tu mi rialzi. In questo momento , mio grande compagno voglio dirti quanto ti voglio bene , quanto sono felice sentirti vicino , e quanto ti ringrazio per non esserti mai stancato di mè.... da Loredana al mio angelo custode ... con immenso amore e gratitudine...

I tre Alberi (di P. Coelho)

Immagine
Sulla vetta di una montagna, coperta di pascoli e pinete profumate di resina, spuntarono un giorno tre piccoli alberi. Nei primi tempi erano così teneri e verdi che si confondevano con l'erba e i fiori che prosperavano intorno a loro. Ma, primavera dopo primavera, il loro piccolo tronco si irrobustì. Le sfide autunnali e invernali per fronteggiare i venti e le bufere li riempivano di gioia baldanzosa. Dall'alto della loro casa verde guardavano il mondo e sognavano. Come tutti coloro che stanno crescendo, sognavano quello che avrebbero voluto diventare da grandi. Il primo albero guardava le stelle che brillavano come diamanti trapuntati sul vestito di velluto nero della notte. "Io sopra ogni cosa vorrei essere bello. Vorrei custodire un tesoro" disse. "Vorrei essere coperto d'oro e contenere pietre preziose. Diventerò il più bello scrigno per tesori del mondo". Il secondo alberello guardava il torrente che scendeva serpeggiando dalla montagna, aprendosi i...

La nostra Mamma non ci dimentica MAI!

Immagine
"Si narra appresso il padre Auriemma (Affetti scamb., tom. 2, cap. 7) che una povera pastorella, che guardava gli armenti, amava tanto Maria, che tutta la sua delizia era andarsene in una cappelletta di nostra Signora, che stava nella montagna, ed ivi ritirarsi, mentre pascevano le pecorelle, a parlare ed a fare onori alla sua cara Madre. Vedendo che quell'immaginetta di Maria, ch'era di rilievo, stava disadorna, si pose colle povere fatiche delle sue mani a farle un manto. Un giorno avendo raccolti dal campo alcuni fiori, ne compose una ghirlanda, e poi salita sull'altare di quella cappelletta, la pose in testa all'immagine, dicendo: Madre mia, io vorrei porvi sulla fronte una corona d'oro e di gemme; ma perchƩ son povera, ricevete da me questa povera corona di fiori, e accettatela in segno dell'amor che vi porto. CosƬ e con altri ossequi procurava sempre questa divota verginella di servire ed onorare la sua amata Signora. Ma vediamo ora come la buona Madr...