Buon compleanno Gemma - Tributo a Santa Gemma Galgani

Il calendario cattolico ricorda oggi Santa Gemma Galgani.
Santa Gemma Galgani
Sebbene me ne fossi assolutamente dimenticato (me lo ha ricordato la nostra paginetta Facebook L'amore di Gesù e Maria trionfa sempre), sono da molto tempo affezionato a questa "santuzza" semi sconosciuta nella mia cittĆ .
Ricordo di averla conosciuta per caso quando circa 9 anni fa iniziai ad effettuare studi di Angelologia, (come molti sanno lei aveva il dono di vedere e chiacchierare col suo angelo custode), per affezionarmi totalmente alla sua figura su molti versanti anche dopo aver finito di preoccuparmi degli angeli.
Innanzitutto la sua figura passionista (avevo un amica devotissima a San Gabriele dell'addolorata), il suo silenzio in moltissime situazioni (la via crucis del silenzio "e Gesù Taceva"), mi piaceva vedere come il piano di Gesù in lei era talmente futuristico che si realizzò dopo la sua morte (prematura tra l'altro) visto che come ella profetizzò nessuno la volle nell'ordine, volendola solo dopo la sua morte.
Naturalmente anche all'interno della chiesa ben pensante, godeva della fama che quasi tutti i santi, mistici hanno avuto: Pazza, visionaria, isterica, ecc... Padre Pio ne sa qualcosa.
I bambini per strada la vedevano e le sputavano addosso, visto che aveva la fama di una megera, che portava perennemente il suo abito nero.
Ma lei non confidava mai queste sofferenze con nessuno e aveva un motto che mi ha colpito e che ho conservato per tutta la vita "Sola con Gesù Solo" oppure "Quando vorrò trovarti ti cercherò sempre nel silenzio del mio cuore"....
Ho compreso come alla gente non importa dei tuoi problemi, non ti aiuta a risolverli ne ti consola, l'uomo inganna, tradisce, delude, Gesù mai.
Da quel momento ho cercato di non parlare quasi mai di me con nessuno me provare a confidarmi sempre e solo in DIO... ci provo almeno.
Morte di Santa Gemma Galgani
Gemma aveva un bellissimo viso angelico acqua e sapone che dovrebbe essere un esempio lampante per chi prova a essere bella scoprendosi o rifacendosi o truccandosi, esistono si e no tre foto di Gemma, tutte tre in primo piano, con il suo abito lungo nero, eppure ĆØ di una bellezza disarmante.
Gemma da ricca divenne povera, da figlia di famiglia divenne orfana, e Gesù si prese cura di lei, ricordandomi un racconto inviatomi una volta dall'autrice del sito "Nel Giardino degli Angeli" quando morì mio suocero, ve la scrivo più sotto.
Interessante di Gemma il senso dell'obbedienza, della semplicitĆ , dell'abbandono in DIO che l'hanno fatta rimanere sempre col cuore fanciullo e degno di vedere i misteri del cielo.
Gemma fu la prima donna a ricevere le stimmate, e visse un intensa croce, ma condusse la sua battaglia (nonostante la grande aridità avuta nel periodo finale della sua vita) vittoriosa, dopo tre ore di agonia con Gesù in croce a soli 25 anni.
Vedere l'immagine della sua morte nella foto che circola mette una serenitĆ  incredibile, un viso che avendo chiuso gli occhi al mondo li ha aperti giĆ  al paradiso.

Auguro a tutti di morire cosƬ.

"LA PARABOLA DEGLI UCCELLINI"
Nel secondo anno della sua vita pubblica  Gesù, passeggiando con il piccolo Marziam, un bimbo che aveva preso e affidato a Maria,  in quanto rimasto tragicamente orfano, dialoga e ne raccoglie lo sfogo e il dolore per quella triste perdita e cosƬ racconta lui la parabola degli uccellini :
....... «Lo vedi che Io sono venuto e ti ho preso?
Questo ĆØ prova che Dio ti amava e che tua madre vegliava su te».
Il bambino tace, pensando. Sembra cercare luce dal suolo che calpesta, tanto lo guarda, camminando a fianco di Gesù sull'erbetta un poco strinata dal tramontano dei giorni prima. Poi alza il capo chiedendo: «Ma non sarebbe stata una prova più bella se non mi faceva morire la mamma?».
'Gesù ha un sorriso per la logica umana della piccola men­te. Ma spiega, serio e buono: «Ecco, Marziam. Ti farò capire le cose attraverso un paragone. Tu mi hai detto che ti piacciono gli uccellini, non ĆØ vero? Ora senti un poco. Gli uccellini sono fatti per volare o per stare in gabbia?».
«Per volare».
«Va bene. E le mamme degli uccellini come fanno a nutrirli quando sono piccini?».
«Li imbeccano». «SƬ. Ma con che?».
«Coi semi, le mosche, i bruchi, o briciole di pane, o pezzet­tini di frutta che trovano volando qua e lĆ ».
«Benissimo. Ora ascolta. Se tu questa primavera trovassi un nido per terra, con i piccoli dentro e la madre sopra, cosa faresti?».
«Lo prenderei».
«Tutto? Come sta? Madre compresa?».
«Tutto. PerchĆ© ĆØ troppo brutto essere piccoli senza mam­ma».
«Veramente nel Deuteronomio ĆØ detto di prendere solo i piccoli, lasciando libera la madre che ĆØ sacra al prolificare».
«Ma se ĆØ una buona mamma non se ne va. Corre dove sono i suoi piccoli. La mia avrebbe fatto cosƬ. Neanche a Te mi avreb­be dato per sempre, perchĆ© sono ancora bambino. Venire anche lei con me non avrebbe potuto, perchĆ© i fratellini erano ancora più piccoli di me. E allora non mi avrebbe lasciato andare». «Sta bene. Ma senti: secondo te, vorresti più bene a quella madre degli uccellini e a loro stessi tenendo la gabbia aperta perchĆ© andasse e venisse col cibo appropriato, oppure tenendo prigioniera anche lei?».
«Eh!... le vorrei più bene lasciandola andare e venire finchĆ© i piccoli sono cresciuti... e le vorrei bene del tutto se, tenendo­mi loro, una volta cresciuti, lasciassi libera lei perchĆ© l'uccello ĆØ fatto per volare... Veramente... per essere proprio del tutto buo­no... dovrei lasciare volar via anche i piccoli cresciuti e render­li alla libertĆ ... Sarebbe il più vero amore che potrei avere per loro. E il più giusto... Eh! sƬ! Il più giusto, perchĆ© non farei che permettere che si compia quanto Dio ha voluto per gli uccel­li...».
«Ma bravo Marziam! Hai proprio parlato da saggio! Sarai un grande maestro del tuo Signore, e chi ti ascolterĆ  ti crederĆ  perchĆ© parlerai da saggio! ».
«Davvero, Gesù?». Il visetto, prima inquieto e triste, poi scuro di pensiero, chiuso nello sforzo di giudicare ciò che era migliore, si spiana e splende nella gioia della lode.
«Davvero. 'Ora vedi un po'! Tu, solo perchĆ© sei un bravo bambino, giudichi cosƬ. Pensa tu come giudicherĆ  Dio, che ĆØ Perfezione in tutto, riguardo alle anime e al loro vero bene.

  Le anime sono come tanti uccelli che la carne imprigiona nella sua gabbia. La Terra ĆØ il luogo dove sono portati colla gabbia. Ma anelano alla libertĆ  del Cielo, al Sole che ĆØ Dio, al Nutrimento giusto per loro, che ĆØ la contemplazione di Dio. Nessun amore umano, neppure il santo amore di madre per i figli o di figli per la madre, ĆØ tanto forte da soffocare questo desiderio delle ani­me di ricongiungersi alla loro Origine che ĆØ Dio. CosƬ come Dio, per il suo perfetto amore per noi, non trova nessuna ragione tanto forte da superare il desiderio suo di riunirsi all'anima che lo desidera. E allora che avviene? Delle volte l'ama tanto che le dice: "Vieni! Ti libero". E lo dice anche se ci sono dei bambini intorno a una mamma.
Lui vede tutto. Lui sa tutto. Lui fa tutto bene quello che fa.
Quando libera un'anima - potrĆ  non parere agli uomini, dall’intelletto relativo, ma lo ĆØ - ,
quando libera un'anima, lo fa sempre per un bene più grande, dell'anima stessa e dei suoi congiunti.
EGLI allora, te l’ho giĆ  detto altre volte,  
AGGIUNGE AL MINISTERO DELL'ANGELO CUSTODE IL MINISTERO DELL'ANIMA CHE HA CHIAMATO A SĆØ, E CHE AMA
IN UN AMORE MONDO DA PESANTEZZE UMANE I SUOI PARENTI AMANDOLI IN DIO.
Quando libra un' anima si impegna anche a sostituirsi ad essa nelle cure ai supestiti.»
[Maria Valtorta]

O mio Dio crocifisso, eccomi ai tuoi piedi; non voler rigettarmi, ora che mi presento a te come peccatrice! Ti ho offeso tanto per il passato, ma non sarĆ  più cosƬ! Dinanzi a te, mio Dio, presento tutte le mie colpe, giĆ  le ho considera­te... da' uno sguardo ai tuoi patimenti e guarda quanto vale quel Sangue che scorre nelle tue vene! Chiudi, o mio Dio, in questo momento, gli occhi ai miei demeriti, ed aprili agli infiniti meriti tuoi, e giacchĆØ ti sei compiaciuto di morire per i miei peccati, perdonameli tutti, affinchĆ© mai più senta il peso di essi, perchĆ© quel peso, o Gesù, troppo mi opprime. Aiutami, mio Gesù, voglio ad ogni costo diveni­re buona. Togli, distruggi, annienta, tutto ciò che si trova in me, non conforme alla tua santissima VolontĆ . Ti prego però, o Gesù, ad illuminarmi, affinchĆ© possa camminare nel tuo santo lume.
 O mio Dio crocifisso di S. Gemma Galgani 

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