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Lettera ai cercatori d'infinito

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5. LA SFIDA DI DIO La nostra esistenza è attraversata da domande inquietanti, personali e collettive. Ci siamo soffermati su alcune di esse: alla radice di questi interrogativi, quelli che aprono verso la luce e quelli che ci lasciano al buio, possiamo immaginare la presenza di un punto unificante, una specie di orizzonte, capace di fare unità nel groviglio di ogni avventura umana? Ci sembra che alla radice di ogni esistenza ci sia una domanda di senso e di speranza, particolarmente drammatica oggi, perché si sono infranti quei processi attraverso cui il contesto culturale e sociale suggeriva piuttosto facilmente il significato dell’esistenza. Siamo diventati più maturi e insieme più soli. Resta il bisogno di organizzare i frammenti, come le tessere di un mosaico. Molti sembrano rassegnati e vivono alla giornata come se la questione del senso della vita e di un orizzonte unificante fosse ormai irrilevante. Altri riscoprono la domanda in situazioni estreme e poi la lasciano cadere se...

Prediletto Sacerdote

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Prediletto sacerdote: guarda le palme delle tue mani e ritorna con la mente al giorno in cui il tuo Vescovo le unse e ti mandò per amarci e servirci... ricorda i progetti che tu hai avuto quel giorno per queste mani per riunire e amministrare la tua gente...Ripensa ai bimbi che queste mani hanno battezzato, pensa al fanciulli che queste mani hanno preparato alla prima Comunione e Cresima... Pensa alle innumerevoli volte che queste mani sono state alzate benedicendo e perdonando nel Sacramento della Riconciliazione. Ora pensa alla tua ultima messa, e a tante altre, quando ai hai preso del semplice pane e vino nelle tue mani e li hai cambiati nel Corpo e Sangue di Gesù Cristo... Pensa alle mani, alle nostre mani, nelle quali hai posto il suo Prezioso Corpo ed il Calice del suo Prezioso Sangue. Pensa ai ritiri, alle missioni, ai giorni e alle notti di rinnovamento che queste mani hanno preparato... Pensa alle persone che queste mani hanno riunito e toccato ed inviato nel mondo dopo queste...

parole..

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Caro Gesù, in un attimo eterno osservo meditando le tue parole, e guardo il mondo che mi circonda, così uguale al “tuo” mondo, così diverso da te, a volte mi sembri per giunta “pazzo” nel predicare cose apparentemente impossibili da realizzare, il tutto è così strano.. inviti a pregare, te pregavi anche la notte, prima di importanti decisioni, le mie decisioni invece rubano tutto il mio tempo, non riesco più a meditare, comprendere, raccogliere me stesso, non mi leggo più il cuore, e non mi riconosco più.. la pace e l'amore che predichi che mi attirano tanto, sono così lontane, nel luogo del lavoro, nelle conoscenze, nella vita di tutti i giorni e nei giornali, sono così diverse le tue leggi dalle nostre.. eppure.. ho voluto ugualmente sedermi su di una roccia ad ascoltare le tue parole, ho trovato mezz'ora di tempo per ascoltarti, e anni e anni per cercare di capirti.. di capirmi, di capire per cosa è veramente fatta la mia anima, da chi... non ti temo più, non ti considero pi...

le spighe di grano

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Un ragazzo passeggiava con il nonno lungo il ciglio di un viottolo, in aperta campagna. Osservando un campo di spighe biondeggianti, incantato da quel mare d'oro, si stupì nel vedere che alcune spighe piegavano in giù il loro stelo, toccando quasi terra, mentre altre se ne stavano ben dritte e slanciate verso il cielo. Chiese al nonno la spiegazione di quello strano mistero. Il nonno colse due spighe:una ripiegata, l'altra diritta. Stritolò la prima e disse: "Vedi, questa è ripiegata perché è carica di frutti". Poi tentò di sgranare l'altra e disse: "Vedi , questa è vuota, per questo sta ben diritta.... Accade spesso così anche fra gli uomini, ragazzo mio: le teste leggere s'innalzano scioccamente al di sopra delle altre..." Ci sono persone la cui unica preoccupazione è cercare di convincere il mondo che li circonda quanto loro siano bravi, importanti e indispensabili. Osserviamoli e sorridiamo. Perché, chi ha una grande idea di sé, probabilmente è...

Il Segreto Mistico di Wojtyla

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dal sito il Giornale.it Roma Karol Wojtyla fin dal momento dell’ordinazione sacerdotale avvenuta nel 1946 ebbe esperienze mistiche e anche da Papa, pregando, «parlava» con la Madonna e riceveva da lei messaggi. «Sapeva» in anticipo che sarebbe avvenuta la lacrimazione della Madonnina di Civitavecchia, che considerava un segno rivolto anche a lui, così come «sapeva» che un attentato di matrice islamica avrebbe sprofondato il mondo nel terrore all’inizio del nuovo millennio. Lo scrive Antonio Socci nel nuovo libro I segreti di Karol Wojtyla (Rizzoli, pp. 238, 18 euro), da oggi in libreria. Il giornalista e scrittore, che ha già dedicato inchieste alle apparizioni di Fatima e di Medjugorje, nonché ai segreti di Padre Pio, ha raccolto testimonianze inedite che aprono nuovi squarci sulla vita spirituale di Giovanni Paolo II, il prete, vescovo e Papa che in qualche modo attraversa misteriosamente tutte quelle vicende che hanno segnato la storia della Chiesa nel secolo da poco concluso. «Ment...

Quindici minuti con Gesù di Nazareth

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Voce di Gesù : Non è necessario, figlio mio, sapere molto per farmi piacere. Basta che tu abbia fede e che mi ami con fervore. Se vuoi farmi piacere ancora di più, confida in Me di più, se vuoi farmi piacere immensamente, confida in Me immensamente. Allora parlami come parleresti con il più intimo dei tuoi amici, come parleresti con tua madre o tuo fratello. Vuoi farmi una supplica in favore di qualcuno? Dimmi il suo nome, sia quello dei tuoi genitori, dei tuoi fratelli o amici, o di qualche persona a te raccomandata Dimmi subito cosa vuoi che faccia adesso per loro, L’ho promesso: “chiedete e vi sarà dato. Chi chiede ottiene”. Chiedi molto, molto. Non esitare nel chiedere. Ma chiedi con fede perché Io ho dato la Mia Parola : “Se aveste fede quanto un granellino di senape potreste dire al monte: levati e gettati nel mare ed esso ascolterebbe. Tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. Mi piacciono i cuori generosi che in certi mo...

VA’ DI’ AGLI UOMINI QUANTO IO SONO BUONO 

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VA’ DI’ AGLI UOMINI QUANTO IO SONO BUONO Lettore, chiunque tu sia, leggi queste pagine; è il Signore, il tuo Dio che ti parla; se non l'hai mai amato sarai costretto ad amarlo, conoscendolo qual’è veramente, infinitamente buono, infinitamente misericordioso. s. d. M. Mia Benigna, fa conoscere la mia misericordia. (La Voce Celeste a Suor Benigna). Ascolta... Parla Gesù, l'Amore: A Suor Benigna (26 Aprile 1916) Dire Gesù e dire Misericordia è lo stesso; dire Gesù e dire Bontà è lo stesso; dire Gesù e dire Compassione è lo stesso; dire Gesù e dire Tene­rezza è lo stesso. A Suor Benigna (27 Aprile 1916) Io adopero novantanove volte la Misericordia, e solo quando non ci posso riuscire colla Misericordia, ado­pero la Giustizia, ma solo una no­vantesima parte di quell'uno di Giu­stizia. Si, è vero, che sono infinita­mente Giusto, non posso non esserlo, ma la lascio come da parte la mia Giustizia, per non usare che la mia Misericordia. A Suor Benigna (15 Marzo 1915) "Mia Ben...